I 40 anni del Leo Club Taranto

Il 23 marzo, nell’Hotel Delfino, ha preso il via una settimana di celebrazioni del quarantennale del LEO Club
Taranto, presieduta dal presidente in carica Loris Claudio D’Andria, che è culminata nella cerimonia
organizzata dal futuro presidente Danilo Leone a Villa Maria, in Crispiano, il 28 aprile, a cavallo con quel 29
aprile del 1978 che è la data di nascita ufficiale del club.
Allora Internet era una rete segreta militare; i telefonini c’erano nei romanzi di fantascienza; la nostra
valuta era la lira, non l’euro; governava Andreotti, e Moro, rapito dalle Brigate rosse, era ancora vivo…
L’Italia era flagellata dal terrorismo, c’erano l’austerity e la crisi economica, e una forte polarizzazione e
propensione all’estremismo tra le giovani generazioni. Insomma, i tempi non sembravano molto propizi per
far nascere un sodalizio giovanile che sì, si qualificava come associazione di servizio, sia pure con l’abusato
anglismo di club service, ma di sicuro presentava i tratti del moderatismo e dei valori alto borghesi così
poco in voga in quei tempi.
Eppure il 29 aprile del 1978, per impulso dell’allora ‘Lions Club Taranto’, uno dei più antichi e prestigiosi
d’Italia, nasceva il LEO Club Taranto, associazione giovanile patrocinata dal Lions International. Il 90° in
Italia, il primo nell’allora Distretto Lions 108 A “Azzurro”, che andava da Leuca alle foci del Po.
Il gruppetto dei soci fondatori era formato esclusivamente da figli, o nipoti, di Lions. Quasi tutti, peraltro,
appartenenti alla stessa comitiva ed accomunati dal militare in una forte associazione studentesca e
giovanile (Autonomia democratica). E molti legati da liaison affettive. C’erano Giuseppe Mazzarino,
giornalista in procinto di sostenere l’esame di Stato, suo fratello Guglielmo, che stava per affrontare la
maturità; le sorelle Angela e Daniela Picciarelli, l’una studentessa universitaria, l’altra liceale, e la loro
cugina Natalia Boccuzzi, liceale; Fabia Fago, universitaria; Francesco Melpignano, dottore in Legge; Irma
Prusciano e Diego De Marco, universitari; e Stefano Milda, il più “anziano”, dottore in Lettere.
Le comunicazioni erano allora lente; la consegna della Charter, la carta costitutiva del club, arrivò solo nel
luglio ’79 (e difatti non è firmata da tutti i fondatori, alcuni dei quali erano assenti per ferie). La sintonia col
Lions padrino è forte, così come quella con l’altra associazione giovanile di servizio tarantina, il Rotaract,
patrocinato dal Rotary e sorto nel 1970. Ma forte è anche il dinamismo del LEO Club Taranto nel mondo
LEO: sulla scorta di Taranto nascono nel distretto altri LEO Club, mentre i tarantini partecipano a congressi e
convegni nazionali (Roma) ed europei (Taormina), ed installano rapporti privilegiati, con scambi di visite nei
rispettivi territori, con i LEO siciliani, romani, milanesi. Tanto che nella I conferenza nazionale LEO a Roma,
nel marzo 1980, il vicepresidente e futuro presidente Giuseppe Mazzarino azzarda la proposta di tenere la
successiva conferenza nazionale a Taranto. La proposta passa all’unanimità, e nel marzo 1981 si tiene a
Taranto il primo di finora tre congressi nazionali LEO made in Taranto (cambiano nome negli anni: convegni,
conferenze, NazioLEO ecc.), che approvano come tema operativo nazionale quello proposto dal LEO Club
Taranto: “operare attraverso le giovani generazioni la saldatura Nord/Sud”.
Nel 1980/81 si costituisce anche il Distretto LEO 108 A, entro gli stessi confini di quello Lions; il suo primo
presidente distrettuale è il past presidente tarantino Stefano Milda. Intanto il club si irrobustisce: anche se,
nato col tallone d’Achille di una età media abbastanza alta, recluta soprattutto universitari o giovani
professionisti, che talora restano nel LEO oltre i limiti di età. A differenza dei Lions, che sono (come il
Rotary) esclusivamente maschili, e lo resteranno anacronisticamente fino al 1987, i LEO sono club misti, con
importante e paritaria presenza di ragazze fin dalla fondazione, anche se, per la prima presidenza femminile
del LEO Taranto, bisognerà attendere il 1989/90, con Cristina De Stefano, che sarà anche presidente
distrettuale del 108 A “Azzurro” (ultima tarantina a ricoprire questo ruolo, anche quando il distretto si
scinderà in due, e la sola Puglia costituirà il 108 Ab).

Nel frattempo nascono a Taranto nuovi club Lions, e ad essi il LEO offrirà soci, officers ed anche molti
presidenti. E’ per questo che nel 2004/05 nasce una iniziativa molto apprezzata su scala nazionale anche se
poco imitata: l’adozione del LEO Club Taranto da parte degli altri tre Lions Club successivamente nati:
Poseidon, Aragonese, San Cataldo. La collaborazione fra il Leo ed i vari Lions (anche coi due che nascono
dopo, il Falanto e il Due Mari) così si intensifica, fino al naturale sbocco dell’adesione del LEO, come dei due
club giovanili rotariani, Rotaract ed Interact, al Coordinamento fra i club service che vede insieme ben 24
sodalizi aderenti a 14 differenti associazioni. Nello stesso anno sociale nasce l’AragoLEO: una compagnia
teatrale permanente di Leo e Lions, prima dell’Aragonese, poi degli altri club Lions allora esistenti in città:
dal 2006 al 2012 va in scena cinque volte (una delle quali a Bari), raccogliendo cospicui fondi per iniziative
di solidarietà sociale ed un ampio consenso di pubblico e di critica, con grande rilevanza su quotidiani,
riviste, tv locali. A questa seguiranno altre iniziative analoghe come la partecipazione di diversi soci ad un
esperienza prolungata negli anni con la compagnia teatrale “La Quinta Stagione” nata con lo scopo di
associare al ruolo di attori il servizio di assistenza e intrattenimento di ragazzi down compartecipi e
protagonisti delle iniziative teatrali portate in scena.
A queste esperienze si aggiunge la propensione del Club di fare rete nei contesti giovanili con tantissime
associazioni presenti sul Tarantino tra cui Rotaract, WWF, ELSA, Actionaid, Rete Civile e Croce Rossa
diventando per molte di esse un trait d’union e un riferimento in termini di concretezza e credibilità.
Per i limiti d’età, il LEO conosce crisi e ridimensionamenti, ma dalla metà degli anni 2000 riprende
impetuosamente a crescere, e si afferma come uno dei più dinamici e fattivi nel panorama nazionale,
macinando record su record anche nella raccolta fondi oltre che in iniziative ambientali, sociali e culturali.
Nell’anno sociale in corso il LEO Club Taranto arriva al suo compleanno con circa quaranta eventi già
realizzati e quasi 6000 euro di service raccolti. In virtù della sua propensione per l’attività in piazza,
primeggia a livello nazionale per entità di fondi raccolti, è secondo per numero di gadget venduti e terzo
per gadget ordinati del tema operativo nazionale. Da oltre 10 anni primo o tra i primi in Puglia.
Da 40 anni, gelosi della propria autonomia ma disposti a collaborare su un piano paritario con chiunque sia
disponibile, i ragazzi del LEO danno lezioni anche agli anziani su che cosa siano il volontariato e lo spirito di
servizio. Dialogo e amicizia, responsabilizzazione all’attività e valorizzazione nel merito. Sempre col sorriso,
sempre evitando di prendersi troppo sul serio.
Tra memorie e cimeli, nuovi ingressi e riconoscimenti, forma e divertimento, la cerimonia di chiusura del
quarantennale nei suoi molteplici momenti ha sottolineato, in un atmosfera calda e famigliare, l’importanza
del confronto tra LEO e Lions così come il rispetto delle loro reciproche diversità. Che valore questa
esperienza associativa giovanile sa avere: “Chi è LEO lo sa. chi è LEO lo è sempre. Così come chi è coi LEO“.

Sintesi dal racconto di un sempre LEO, Giuseppe Mazzarino

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